Un interessante rapporto pubblicato in questi giorni da Information Week indaga quali sono i trend emergenti per il 2010 nell’ambito dell’enterprise storage ricavati da un'indagine conoscitiva che si basa su dati forniti da un ampio panel di IT Manager e CIO.
Alla domanda se l'azienda fa uso dei nuovi dischi allo stato solido (SSD) il 35% del panel campione del sondaggio risponde di no e di non pianificare in alcun modo il loro utilizzo in futuro, il 32% degli intervistati non li utilizza ma prevede il loro ingresso nel parco storage aziendale nei prossimi dodici mesi e solo il 10% ne fa già uso ed ha pianificato degli investimenti volti ad aumentarne l’utilizzo, mentre il 6% ne fa uso ma non pianifica alcun incremento di queste unità.
Al contrario della scarsa penetrazione dei dischi SSD, comincia a farsi sentire l'incidenza della virtualizzazione sulle strategie aziendali di storage.
La tecnologia di virtualizzazione è già stata implementata almeno in modo parziale dal 26% delle compagnie intervistate (l'1% in più dello scorso anno) ed in modo totale dal 5% del campione sondato (un riscontro superiore del 2% rispetto al 2009).
Stanno invece seguendo con attenzione gli sviluppi del mercato il 32% delle aziende, mentre il 14% pianifica di implementare la virtualizzazione in ambito storage entro i prossimi dodici mesi. Solo il 5% si dice non interessato, comunque il 6% in meno rispetto al 2009.
In quanto alla protezione della disponibilità dei dati, il 36% del campione sondato (esattamente l'8% in più rispetto al 2009) dichiara di possedere un piano di disaster recovery/business continuity e di testarne l'efficacia su base regolare, purtroppo, però, il 43% esegue ancora questi test di rado, pur trattandosi del 2% in meno in confronto allo scorso anno.
Risponde no - ma con l'intenzione di implementarne uno entro i prossimi dodici mesi - il 16% del campione sondato (meno 6% dal 2009), mentre esattamente il 5% (stessa percentuale dello scorso anno) non possiede un piano di disaster recovery/business continuity e nemmeno manifesta l'intenzione o l'urgenza di implementarlo.
Infine, anche se la sicurezza è con la percentuale del 76% al primo posto tra le preoccupazioni di chi vorrebbe integrare le strategie di storage aziendali con servizi cloud-based, va detto che la domanda in questo senso continua a crescere ed oggi sono molti i provider (Amazon Web Services + Jungle Disk, CrashPlan, SpiderOak, dropbox, Backblaze, Carbonite,SugarSync, Mozy, etc..) che offrono a basso prezzo protezione dei dati tramite il backup online, la sincronizzazione delle informazioni e la condivisione dei documenti.